Superbonus e bonus edilizi: la guida 2024/2025

Superbonus, Bonus Ristrutturazione, Ecobonus, Sismabonus: in attesa della riforma 2025, le novità della legge di bilancio sul Bonus Unico al 50% e il tetto alle detrazioni fiscali

Il Superbonus e i bonus edilizi hanno subito negli ultimi anni più di 40 modifiche. Rimodulazioni, décalage, riduzione delle agevolazioni e dei tetti di spesa, stop alla cessione del credito: dopo tanti cambiamenti e limitazioni ha ancora senso iniziare nuovi lavori edilizi facendo affidamento alle agevolazioni fiscali in vigore?

In questo articolo proviamo a fare chiarezza e a fornire una panoramica dei bonus edilizi, proponendo una guida sintetica e le principali novità sull’argomento.

Se devi iniziare una nuova pratica, oltre ad avere un quadro chiaro delle opportunità disponibili, ti consigliamo un software con chiare linee guida sui bonus edilizi per scegliere e gestire al meglio i progetti.

aggiornamento 22 novembre 2024

Bonus Casa: caldaie sempre più a rischio, nuovi spiragli per Case Green

Le modifiche ai Bonus Edilizi previste dal Ddl Bilancio all’articolo 8, oltre al taglio lineare al 50%, potrebbero essere ancora più pesanti.

In vista del voto in Commissione, diventano tre gli emendamenti (di segno bipartisan) che spingono per bloccare le agevolazioni fiscali per le caldaie a condensazione a partire dal 2025. Sia dall’Ecobonus che dal Bonus Ristrutturazione, verrebbero stralciati gli interventi “di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili” salvando solo gli sconti per le caldaie negli apparecchi ibridi e allineando l’Italia alla direttiva Case green.

Un altro emendamento propone di riattivare il Bonus Case Green dal 2025 al 2027, con una rateizzazione in dieci anni degli sconti fiscali.

L’agevolazione, bloccata alla fine del 2023, prevede una detrazione del 50% dell’Iva versata per gli acquisti di case in classe A o B direttamente da costruttori o da Oicr immobiliari.

Si registra, infine, l’ennesimo tentativo di offrire un nuovo contributo per l’acquisto di elettrodomestici almeno in classe B, pari al 30% del costo di acquisto con un massimale di 100 euro, elevato a 200 in caso di famiglie con Isee sotto i 25mila euro anni.

Leggi l’approfondimento sui Bonus Edilizi 2025

Superbonus e Bonus edilizi 2025: le novità nella Legge di Bilancio, arriva il Bonus unico

La Legge di Bilancio, facendo fede al testo approvato dal Consiglio dei Ministri e dal 23 ottobre all’esame del Parlamento, modifica il vigente quadro normativo in materia di bonus edilizi, prevedendo la proroga delle detrazioni anche per le spese sostenute negli anni 2025, 2026 e 2027, un taglio lineare al 30% (già previsto per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio da effettuarsi nel periodo 2028-2033) e la possibilità di fruire di detrazioni al 50% solo nel 2025 e solo per le prime case.

Mentre per i bonus “ordinari” si potrà dunque godere di una detrazione differenziata fino al 2027 in base alla tipologia dell’abitazione (36/50% nel 2025 e 30/36% nel biennio 2026-2027), è molto più drastico l’intervento sul Superbonus che finisce la sua corsa il 15 ottobre 2024 e a determinate condizioni.

Si potrà fare affidamento anche per il 2025 sul Bonus Mobili e il Bonus Barriere Architettoniche (dentro le spese sostenute per ascensori e montacarichi, per elevatori esterni all’abitazione, per la sostituzione di gradini con rampe, fuori il rifacimento di bagni e infissi). Non è confermato dal Ddl di Bilancio il Bonus verde.

Rappresenta un ulteriore elemento di “deterrenza” il tetto alla detrazioni per i redditi superiori a 75.000 euro, calcolato moltiplicando l’importo base, determinato in base al reddito complessivo del contribuente, per il coefficiente che varia in funzione del numero del nucleo familiare.

Tabella sinottica dei Bonus edilizi per gli anni 2024-2027

20242025 2026-2027
SUPERBONUS 65%70%Solo per alcuni soggetti tra cui i condominii e i proprietari di edifici da 2 a 4 unità immobiliariAliquota al 70% per le spese sostenute nell’anno 2024 Permane l’aliquota al 110% per gli interventi effettuati nei Comuni dei territori colpiti da eventi sismici verificatisi a far data dall’1.4.2009 dove sia stato dichiarato lo stato di emergenza
(ex art. 119, comma 8-ter, d.l. n. 34/2020) 
65%Solo per alcuni soggetti tra cui i condominii e i proprietari di edifici da 2 a 4 unità immobiliariAliquota al 65% per le spese sostenute nell’anno 2025 esclusivamente per gli interventi con CILA, delibera assembleare o titolo abilitativo,  alla data del 15 ottobre 2024NON PREVISTO
BONUS
BARRIERE ARCHITETTONICHE
75%Aliquota al 75%Massimali diversi a seconda dello specifico intervento
Possibilità di avvalersi, solo in alcuni casi, della cessione del credito e dello sconto in fattura
75%Aliquota al 75% solo per lavori su scale, ascensori, rampe, servoscale e piattaforma elevatriciMassimali diversi a seconda dello specifico interventoNON PREVISTO
BONUS
RISTRUTTURAZIONE
50%Aliquota al 50% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 96.000 euro36% / 50%PRIME CASEAliquota al 50% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 96.000 euroSECONDE CASEAliquota al 36% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 96.000 euro 30% / 36%PRIME CASEAliquota al 36% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 96.000 euroSECONDE CASEAliquota al 30% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 96.000 euro
BONUS
MOBILI
50%Aliquota al 50%Massimale di spesa pari a 5.000 euro50%Aliquota al 50%Massimale di spesa pari a 5.000 euroNON PREVISTO
ECOBONUS50% / 65% / 70% / 75%50-65%: caldaie, infissi, pompe di calore pannelli solari70% /75%: riqualificazione energetica edifici e parti comuni36% / 50%PRIME CASEAliquota al 50% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 96.000 euroSECONDE CASEAliquota al 36% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 48.000 euro30% / 36%PRIME CASEAliquota al 36% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 96.000 euroSECONDE CASEAliquota al 30% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 48.000 euro 
SISMABONUS50% / 70% / 75% / 80% / 85%50%: interventi senza miglioramento di classe sismica;70% /75%: miglioramento di una classe sismica per interventi nelle zone sismiche ad alta pericolosità;80%/85%: miglioramento di due classi sismiche per interventi nelle zone sismiche ad alta pericolosità.75%/85%: acquisto di immobili interessati da interventi di riduzione del rischio sismico (Bonus acquisti) 36% / 50%PRIME CASEAliquota al 50% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 96.000 euroSECONDE CASEAliquota al 36% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 48.000 euro30% / 36%PRIME CASEAliquota al 36% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 96.000 euroSECONDE CASEAliquota al 30%Massimale di spesa pari a 48.000 euro

Stop al Superbonus! Nel 2025 resta solo per i lavori avviati

La scure della Legge di Bilancio 2025 si abbatte sul Superbonus, che sarà quasi eliminato nel 2025.

L’art. 8, comma 3 del testo inviato alla Camere stabilisce che la detrazione del 65% per le spese sostenute nell’anno 2025 spetta esclusivamente per gli interventi per i quali, alla data del 15 ottobre 2024 risulti:

  • presentata la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA), se gli interventi sono diversi da quelli effettuati dai condomini;
  • adottata la delibera assembleare che ha approvato l’esecuzione dei lavori e presentata la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA), se gli interventi sono effettuati dai condomini;
  • presentata l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo, se gli interventi comportano la demolizione e la ricostruzione degli edifici.

Bonus edilizi al 50% nel 2025 sulle prime case, 36% sulle altre

La più rilevante delle novità della Legge di Bilancio è sicuramente la proroga dei bonus edilizi (Bonus ristrutturazione, Ecobonus, Sismabonus e Sismabonus acquisti) al 50% fino al 31 dicembre 2025, limitata alle prime case, con una ripartizione in 10 anni e un massimale di spesa fissato a 96.000 euro.

Le abitazioni diverse dalla prima casa potranno continuare ad usufruire del bonus casa nel 2025, ma con una riduzione di 14 punti percentuali, ovvero al 36% e con un limite massimo di spesa pari a 96.000 euro confermato per ora solo per il Bonus ristrutturazione.

Le aliquote si abbassano ulteriormente nel biennio 2026/2027:

  • 36% per gli interventi realizzati sulle prime case,
  • 30% per gli interventi realizzati su abitazioni diverse dalla prima casa e altre tipologie di immobili.

Bonus mobili prorogato di un anno

Il Governo ha previsto la proroga per il 2025 della detrazione del 50% anche per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici legati agli interventi di ristrutturazione edilizia.

La misura è lineare: questo significa che il bonus mobili si potrà applicare al 50% sia se si tratti di prima o di seconda casa. Il limite di spesa resta fissato a 5.000 euro ripartiti in 10 quote annuali.

Bonus edilizi “condizionati” dal nuovo tetto alle detrazioni

Le detrazioni fiscali previste dai bonus edilizi trovano un ulteriore limite nel nuovo plafond familiare per le spese detraibili.

Dal 2025 i contribuenti dovranno fare attenzione a non superare il tetto massimo previsto per le spese da portare in detrazione come spese per l’istruzione, ristrutturazioni edilizie e contributi previdenziali e assistenziali.

Sono previsti limiti alle detrazioni per chi ha un reddito oltre i 75mila euro:

  • chi ha un reddito tra i 75mila e i 100mila euro può portare in detrazione fino a un massimo di 14mila euro;
  • chi ha un reddito oltre i 100mila, può detrarre fino a 8mila.

In assenza di figli la cifra è dimezzata (moltiplicata per il coefficiente di 0.5), per quanti hanno un solo figlio ridotta moltiplicando per un coefficiente di 0.85, resta pari se si hanno più di tre figli o figli con disabilità.

Sono escluse dal computo dell’ammontare complessivo degli oneri e delle spese le spese sanitarie detraibili, gli oneri sostenuti in dipendenza di prestiti o mutui contratti fino al 31 dicembre 2024; il reddito complessivo è assunto al netto del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.

I nuovi limiti non hanno effetto retroattivo e si applicano solo alle nuove spese, ossia a quelle effettuate a partire dal 2025.

In sostanza, c’è il rischio che non tutte le spese di ristrutturazione potranno essere portate in detrazione o che si dovranno selezionare quelle da portare in detrazione per massimizzare i benefici fiscali e ridurre al minimo la perdita degli sconti offerti dal Fisco.

Le nuove soglie determineranno l’importo massimo delle spese detraibili e non delle detrazioni; all’interno delle spese che saranno ammesse bisognerà andare a calcolare le percentuali per le singole agevolazioni.

Rendite catastali in aumento per chi ha avuto il Superbonus e caccia agli immobili fantasma

In occasione dell’audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Piano strutturale di bilancio, il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato nuovi interventi per “mitigare” l’impatto del Superbonus sui conti pubblici.

L’intervento sul catasto servirà a:

  • individuare e regolarizzare le unità immobiliari ancora non censite (i cosiddetti “immobili fantasma”);
  • aggiornare le rendite catastali sugli edifici che hanno beneficiato del Superbonus.

La manovra non contiene misure specifiche per l’aggiornamento delle rendite; il riferimento al recupero dell’evasione collegata agli immobili è contenuto però nel Piano strutturale di bilancio, che lo indica come priorità da perseguire in un orizzonte temporale che varia tra il 2026 e il 2028.

Non ci sarà dunque un aumento delle imposte, ma una revisione degli estimi catastali in linea con il salto di qualità degli immobili derivante da interventi di miglioramento sismico ed energetico.

In pratica, significa che i proprietari di seconde o terze case che hanno utilizzato bonus edilizi dovranno versare una quota di IMU più alta ai comuni. Oppure, in caso di compravendite, saranno tenuti a versare imposte di registro e Iva più alte.

L’obiettivo è chiarire alcuni aspetti della precedente Legge di Bilancio, con riferimento alle disposizioni di cui all’articolo 1, commi 86 e 87 che richiamano l’obbligo di dichiarazione, ove richiesta, di variazione catastale per le unità immobiliari soggette ad interventi di Superbonus.

Come ricordato anche dalla circolare 13/E/2024 dello scorso 13 giugno, i contribuenti avrebbero dovuto dichiarare la modifica delle caratteristiche dei loro immobili perché si procedesse alla revisione.

L’Agenzia delle Entrate, basandosi su specifiche liste selettive, è tenuta a verificare se sia stata presentata, ove richiesta, la dichiarazione prevista dall’articolo 1, commi 1 e 2, del D.M. 701/1994 tenendo conto degli eventuali effetti sulla rendita dell’immobile registrata nel catasto dei fabbricati.

Spulciando nel Piano strutturale di Bilancio, in effetti, si parla di “rendere pubblico, accessibile e integrato con il catasto l’archivio il Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica“.

Gli APE dovrebbero “dialogare” con i dati catastali. Chi ha ristrutturato casa usando i bonus edilizi migliorando la propria classe energetica, sarà tenuto (se non lo ha già fatto) a rivedere la rendita catastale del proprio immobile.

Saranno prese misure per verificare e rendere più efficace – anche per i casi di omessa denuncia delle dichiarazioni di variazione dello stato dei beni – il meccanismo di stimolo alla compliance, che consente ai soggetti destinatari della comunicazione di provvedere spontaneamente a regolarizzare la propria posizione.

Se tale dichiarazione non risulta presentata, l’Agenzia delle Entrate invierà al contribuente una comunicazione specifica, ai sensi dell’articolo 1, commi da 634 a 636, della legge 190/2014, per sollecitare l’adempimento richiesto.

In caso di inadempimento entro 90 giorni, l’Agenzia delle Entrate si avvarrà di interventi in surroga per aggiornare le rendite e applicare la sanzione.

Superbonus in 10 anni anche per le spese 2023

La Legge di Bilancio 2025 prevede – anche per le spese effettuate nel 2023 – la possibilità di spalmare su dieci anni il recupero del Superbonus.

Ricapitolando, lo spalma-detrazioni è stato introdotto:

  • per le spese 2022 dal D.L. 11/2023: per evitare l’effetto incapienza causato dell’alto importo delle singole rate di superbonus, la norma consente di spalmare su dieci anni, invece che in quattro, lo sconto fiscale per i contribuenti che hanno effettuato lavori con il 110% nel 2022 e non hanno optato per la cessione del credito o lo sconto in fattura. La prima rata va inserita nella della dichiarazione di quest’anno, visto che la norma è stata introdotto a stagione dichiarativa inoltrata, quando i modelli e i software erano stati già pubblicati;
  • per le spese 2024 dal D.L. 39/2024: il provvedimento ha stabilito il blocco definitivo della cessione del credito e dello sconto i fattura e contestualmente messo a regime lo spalma-crediti in 10 anni per tutte le spese collocate nel periodo di imposta 2024.

Con la Legge di Bilancio 2025 si “salvano” anche le spese 2023 allo scopo di tutelare i contribuenti che avrebbero rischiato di perdere la quota di detrazioni non utilizzata nell’anno.

Poiché la prima quota è stata già portata in dichiarazione, sarà necessario riproporzionare il carico residuo sui nove anni che restano per evitare il rischio incapienza e consentire a chi non ha sufficienti imposte da pagare di utilizzare le detrazioni.

Riforma 2025 dei bonus edilizi: programmazione e doppio binario

Il tema dei bonus edilizi è centrale nel dibattito pubblico. Da una parte è la voce di bilancio su cui si concentra maggiormente l’impegno di una profonda revisione della spesa; dall’altro l’Italia è chiamata a dare seguito agli impegni assunti con la direttiva case green e investire nella transizione energetica e climatica per raggiungere l’obiettivo della totale decarbonizzazione entro il 2050 attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio nazionale.

A più riprese nelle ultime settimane si è parlato dell’orientamento generale del governo: durata almeno decennale dell’incentivo, maggiore selettività, incentivi proporzionali all’impatto energetico, attenzione al reddito, alle prime case e alle unità immobiliari con classe energetica bassa.

Secondo i dati raccolti da Assoutenti il valore complessivo dei bonus edilizi raggiunge un costo totale di circa 220 miliardi di euro con un peso virtuale a famiglia di 8.527 euro.

Bonus edilizi 2025: stop alle seconde e terze case

È l’annuncio fatto direttamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, all’assemblea di Confindustria.

La limitazione sarà applicata probabilmente nella revisione generale dei bonus e degli sconti fiscali che il governo sta mettendo a punto per recuperare risorse utili alla nuova legge di Bilancio, considerando che allo stato attuale sia i crediti di imposta sulle ristrutturazioni che quelli per l’efficienza energetica valgono per tutti gli edifici residenziali, senza distinzione.

La riforma potrebbe confermare al 65% l’Ecobonus per la prima casa di abitazione, ma solo per le spese che assicurano i migliori risultati in termini di efficienza energetica.

E potrebbe spuntare anche la trasformazione dei bonus fiscali in trasferimenti monetari per i contribuenti incapienti.

Importanti anticipazioni sono state fornite anche dal Ministro Gilberto Pichetto Fratin in un’intervista del 9 settembre 2024 a “Il Messaggero”.

Il governo sarebbe pronto a varare una programmazione triennale degli incentivi edilizi.

L’obiettivo è rimodulare il meccanismo delle detrazioni per i lavori di efficientamento energetico con l’obiettivo di permettere “anche a chi non ha potuto utilizzare il Superbonus di ottenere le agevolazioni”.

L’intervento punterà a superare la logica “generalista” del Superbonus e a “privilegiare quegli strumenti – cappotti termici, riscaldamento a pavimento, pompe di calore o doppi infissi – che garantiscono un surplus di risparmio energetico.” Secondo questa ipotesi, gli incentivi potenziati al 65% verrebbero previsti unicamente per i lavori che garantiscono l’aumento della classe energetica dell’edificio.

Trapela un’importante novità sugli infissi. Oggi è previsto un credito d’imposta tra il 50 e il 65% ma in futuro l’agevolazione potrebbe essere unica.

Ai “meno abbienti”, coloro che “non hanno fiscalità e non possono usufruire del credito d’imposta”, l’agevolazione per la ristrutturazione sarà erogato “sotto forma di sovvenzione.

In cantiere c’è l’idea di un’aliquota ordinaria e una maggiore che scatterà per le fasce più deboli, con una defiscalizzazione crescente per gli interventi che garantiscono una maggiore decarbonizzazione.

Al momento si è in attesa delle simulazioni del MEF per valutare l’impatto dal punto di vista finanziario dei bonus edilizi in rapporto al numero di edifici, civili e non, da ristrutturare in chiave green.

Secondo le stime dell’Ufficio parlamentare di bilancio, le detrazioni per l’efficientamento energetico pesano circa 2 miliardi all’anno.

L’ipotesi dei certificati bianchi

Una delle proposte in esame dal governo riguarda la creazione di un mercato per i certificati bianchi nel settore residenziale civile, con l’obiettivo di incentivare interventi energeticamente efficienti e ridurre la dipendenza dalle detrazioni fiscali.

Si punta, quindi, ad ampliare il mercato degli attestati di efficienza energetica, strumenti negoziabili che documentano gli interventi finalizzati alla riduzione del consumo energetico e che possono essere comprati e venduti. Tale strategia coinvolgerà inevitabilmente gli operatori del mercato energetico, interessati anche a promuovere l’uso delle energie rinnovabili.

La proposta ANCE per i bonus edilizi 2025

Per mantenere gli obiettivi di riqualificazione immobiliare posti dalla direttiva case green, serve un piano di incentivi stabile e pluriennale.

È l’appello lanciato dall’Associazione nazionale costruttori (Ance), nel corso dell’audizione alla Camera sul Piano strutturale di bilancio (Psb).

Un piano, serio ed efficace, per la riqualificazione immobiliare è un obiettivo non più rimandabile”, visto che nel 2025, senza interventi “l’intero sistema di incentivi si ridurrà al solo 36% per la riqualificazione delle singole abitazioni, senza alcun riferimento alla qualità degli edifici”.

ANCE presenterà a breve “un piano pluriennale di efficientamento energetico degli edifici, che offra una griglia di incentivi inversamente proporzionali alle possibilità economiche dei possessori di immobili con basse prestazioni energetiche” su cui sono già state effettuate alcune simulazioni per testarne il funzionamento.

A tale scopo è necessario secondo ANCE:

  • mantenere attiva la cessione del credito;
  • coinvolgere le Esco, i soli soggetti in grado di anticipare i delta mancanti e recuperare gli investimenti sostenuti dai contribuenti di basso reddito;
  • prevedere norme per affrancare i progetti dalle delibere di condominio.

Quali sono i bonus edilizi ancora in vigore nel 2024?

  • Ecobonus 2024
    Prevede detrazioni fiscali per interventi di miglioramento dell’efficienza energetica su tutti i tipi di immobili (cappotto termico, pompe di calore, caldaie, etc.) con particolare attenzione all’adozione di tecnologie basate sulle fonti rinnovabili di energia. L’agevolazione è stato introdotta dalla Legge di Bilancio del 2007 (legge 296/2006) e attualmente è disciplinato dall’art. 14 del D.L. 63/2013 (detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica). In via generale, per le detrazioni in esame, diversamente da quanto previsto per quelle relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, è stabilito un limite di detrazione, variabile in funzione dell’intervento agevolato, e non un limite di spesa ammissibile all’agevolazione.
    La “versione Super-ecobonus” (detrazione del 70% nel 2024 e del 65% nel 2025) è riservata a condomini ed edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari.
  • Sismabonus 2024
    Prevede agevolazioni per interventi antisismici, con particolare attenzione alla sicurezza statica degli edifici, inclusi quelli situati nei centri storici. La detrazione è valida fino al 31 dicembre 2024 e varia a seconda della classe sismica migliorata.
    A regime prevede una detrazione del 36% per le spese documentate, con un importo massimo ammissibile di 48mila euro per unità immobiliare, da ripartire in 10 quote annuali di pari importo.
    Nel 2024, è previsto un massimo di spesa di 96mila euro per unità immobiliare. Se gli interventi non comportano alcun miglioramento di classe sismica, la detrazione è del 50%; con abbassamento di una classe di rischio, la detrazione è del 70%; se il passaggio è di due classi di rischio inferiori, la detrazione sale all’80%.
    Mentre, per gli interventi sulle parti comuni di condomini nelle zone sismiche 1-2-3, avviati dopo il 1° gennaio 2017, che comportano una riduzione del rischio sismico, la detrazione è del 75% per un passaggio ad una classe di rischio inferiore e dell’85% per un passaggio a due classi di rischio inferiori.
    La detrazione Super-sismabonus (anche in questo caso riservata a condomini ed edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari) copre le spese sostenute fino al 2025 nella misura del 70% nel 2024 e del 65% per le spese sostenute dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025.
  • Superbonus 2024
    Il Superbonus agevola diversi interventi di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico, alcuni sono trainanti e consentono un accesso diretto alla detrazione fiscale, altri trainati e usufruiscono del Superbonus solo se eseguiti insieme a uno dei primi. La detrazione prevista è del 70% per tutto il 2024 e del 65% fino al 31 dicembre 2025.
  • Bonus casa
    Per il 2025 la detrazione per la ristrutturazione edilizia delle prime case prevedrà una detrazione del 50%, con un tetto di spesa pari a 96.000 euro, mentre per le seconde case il bonus scenderà al 36% fino al 2028, con un tetto di spesa pari a 48.000 euro. Per gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, si può arrivare fino al 75% delle spese sostenute.
  • Bonus mobili 2024
    Prevede una detrazione fiscale per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, collegati a interventi di recupero edilizio, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione, ripartita in 10 rate annuali di pari importo, è del 50% delle spese sostenute e calcolata su un totale non superiore a 5.000 € per l’anno 2024.
  • Bonus verde 2024
    Consiste in una detrazione del 36% ed è limitata a un massimo di € 5.000,00 per unità immobiliare ad uso abitativo delle spese documentate sostenute negli anni 2021, 2022, 2023 e 2024. Possono beneficiare del Bonus Verde i contribuenti che possiedono o detengono l’immobile oggetto degli interventi, non necessariamente il proprietario, ma anche il nudo proprietario, il titolare di un diritto reale di godimento, il comodatario, il locatario, i soci di cooperative e gli imprenditori individuali. Anche i familiari conviventi, i coniugi separati, i conviventi e i promissari acquirenti che soddisfano determinate condizioni possono usufruire della detrazione.

Bonus casa 2024: cosa è cambiato con il D.L. 39/2024

Queste, in sintesi, le principali misure previste dal D.L. 39/2024:

  • obbligo di “spalmare” la detrazione in 10 anni;
  • stop dal 30 marzo allo sconto in fattura e alla cessione del credito anche per barriere architettoniche, case popolari (Iacp), cooperative di abitazioni, onlus (salvi solo i lavori già avviati e gli interventi in zone colpite dal sisma);
  • stop alla remissione in bonis (termine ultimo per la comunicazione dell’opzione della cessione del credito fissato al 4 aprile 2024);
  • obbligo di comunicazione preventiva;
  • blocco della fruizione dei bonus edilizi da parte di soggetti con debiti erariali;
  • bonus ristrutturazioni al 30% dal 2028;
  • vigilanza e controllo da parte dei comuni per gli interventi Superbonus;
  • contributi a fondo perduto per terzo settore e aree colpite da terremoti ed eventi calamitosi.

Leggi il nostro approfondimento sul Decreto Superbonus 2024

Bonus fiscali 2024 per la casa: la guida del notariato 

La Guida “Immobili e bonus fiscali 2024 – Guida pratica alle agevolazioni fiscali per interventi di rigenerazione del patrimonio immobiliare” – edita dal Consiglio Nazionale del Notariato e dalle Associazioni dei consumatori – offre una panoramica delle agevolazioni fiscali per l’edilizia ancora valide per il 2024 tenendo conto delle modifiche apportate dal D.L. 39/2024.

Oltre a fornire agili schede sintetiche dei singoli bonus, la guida affronta l’argomento toccando temi più specifici e trasversali come:

fonte: https://biblus.acca.it/bonus-edilizi-2024/

Bonus caldaie 2025, quali sono le novità che potrebbero arrivare con la Manovra?

In base alla direttiva comunitaria, è previsto dal 2025 l’obbligo per i Governi degli Stati membri di rimuovere tutti gli incentivi destinati all’installazione di caldaie alimentate tramite combustibili fossili ma sarebbero ancora ammessi gli apparecchi a condensazione e quelli a pompe di calore.

Un emendamento alla Legge di Bilancio 2025, se approvato, può bloccare la detrazione per l’acquisto di caldaie a condensazione attualmente prevista ma destinata a scomparire per non impattare con la direttiva UE Case Green. Secondo il correttivo, il bonus per la riqualificazione energetica degli edifici applicato alla sostituzione delle caldaie, sparirebbe, quindi, nel triennio 2025-2027. Scopriamo più nel dettaglio come questa situazione potrebbe verificarsi.

Cosa prevede la direttiva comunitaria?

In base alla Direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive), dal 2025 è previsto l’obbligo per i Governi degli Stati membri di rimuovere tutti gli incentivi destinati all’installazione di caldaie alimentate tramite combustibili fossili. Però sarebbero ancora ammesse le caldaie a condensazione e quelle a pompe di calore, essendo apparecchi ibridi. L’emendamento alla Manovra vorrebbe, invece, eliminare anche questa ultima opzione.

L’obiettivo della direttiva UE è quello di ridurre il consumo energetico da fonti fossili nel settore immobiliare residenziale ma nel nostro Paese la situazione è complicata perché ci ritroviamo indietro rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione legati all’edilizia residenziale e siamo già penalizzati dallo stop al Superbonus e dalla riforma delle detrazioni IRPEF prevista dal 2025, che taglierà radicalmente gli attuali incentivi. Nel 2025, lo sconto scenderà al 50% per la prima casa e al 36% per gli altri immobili.

Come cambierebbe il bonus caldaie con la Manovra?

Secondo la normativa europea, sarà possibile utilizzare le caldaie a condensazione fino al 2040, ma in Italia lo stop agli incentivi potrebbe arrivare già con il nuovo anno alle porte, introducendo sconti e altre iniziative destinate a chi acquista sistemi ibridi. Si dovrà, obbligatoriamente, attendere la discussione in Aula e l’approvazione della Manovra per avere certezze.

font: https://startupitalia.eu/economy/bonus-caldaie-2025-cambia-con-manovra/

Campagna impianti termici 2024 – Città metropolitana di Roma Capitale

Home Aree tematiche>Ambiente>Tutela Aria ed Energia>Controllo impianti termici>Materiali pubblicitari Campagna impianti termici 2024

Città metropolitana di Roma Capitale, che da quest’anno effettua il servizio anche per il comune di Roma Capitale, ha avviato una campagna di comunicazione per raggiungere tra i cittadini una maggiore consapevolezza sui benefici della regolare manutenzione dell’impianto termico.

La campagna è presente, da metà ottobre e per tutto il mese di novembre, su siti web, social media, radio e circuiti di trasporto pubblico come treni e metropolitane, sul territorio di Roma e provincia.

A sostegno della campagna, al fine di agevolare i singoli Comuni alla diffusione dell’awareness tra i cittadini, l’Ente metropolitano mette a disposizione materiali grafici in formato adeguato alla stampa per i seguenti materiali:

Roll up 1 facciata 80×200 cm – pdf 300 dpi

locandina formato A3 – pdf 300 dpi

manifesto formato 50×70 – pdf 300 dpi

fonte: https://www.cittametropolitanaroma.it/homepage/aree-tematiche/ambiente/tutela-aria-ed-energia/controllo-impianti-termici/materiali-pubblicitari/

Ecobonus caldaie, le imprese del gas chiedono di mantenerlo

Secondo Proxigas, Assogas, Assogasliquidi-Federchimica e Utilitalia, la Direttiva Case Green non vieta incentivi per nuove caldaie a gas rinnovabili

08/11/2024 – La Direttiva EPBD, non ancora recepita dal nostro Paese, non vieterà gli incentivi alle caldaie se possono essere alimentate da gas rinnovabili, di cui l’Italia ha buone potenzialità di produzione, ma definisce soltanto obiettivi di risparmio energetico e di decarbonizzazione con riferimento al parco immobiliare.
 


Le Linee Guida emanate dalla Commissione Europea per favorirne l’attuazione rappresentano un documento non vincolante dal punto di vista giuridico e lasciano agli Stati membri individuare le tecnologie funzionali al percorso di decarbonizzazione e di efficientamento più adatto per il proprio contesto nazionale.
 
È questa la posizione espressa dalle imprese del settore gas associate a Proxigas, Assogas, Assogasliquidi-Federchimica e Utilitalia in una nota congiunta diffusa in concomitanza con l’avvio dell’esame parlamentare della Legge di Bilancio 2025.
 
Secondo uno studio realizzato da Bip Consulting – spiegano le associazioni -, le caldaie a condensazione, che impiegheranno quote crescenti di green gas, rappresentano la tecnologia più economica, efficace e praticabile per decarbonizzare i consumi residenziali italiani.
 
Le ragioni di questa evidenza, secondo le imprese del settore gas, sono diverse. Prima di tutto, il parco residenziale italiano è caratterizzato da immobili costruiti per oltre il 70% prima degli anni ’80. Gli stessi sono posizionati per il 50% nelle ultime classi energetiche, F e G, e si trovano in aree geografiche con caratteristiche climatiche fredde per il 50% dei casi. Inoltre, gli immobili che ricadono nella categoria degli edifici storici sono numerosi.

Un altro dato significativo è che il 60% degli appartamenti con riscaldamento autonomo non presenta un giardino privato, un terrazzo o uno spazio esterno. Elementi che limitano le alternative tecnologiche realmente utilizzabili per il riscaldamento.
 
Per questo lo studio stima che – dato il contesto – dei 16,6 milioni di abitazioni in classe F e G, solo meno di 6 milioni potrebbero accogliere una pompa di calore elettrica. Ma se si affina l’analisi e si considerano anche i fattori legati al reddito delle famiglie, essendo le pompe di calore elettriche molto costose, il numero si riduce a meno di 2 milioni di abitazioni.

Inoltre, confrontando oltre che i costi di istallazione anche i costi di gestione dell’impianto, lo studio dimostra come le caldaie a condensazione si confermino le soluzioni più economiche per il consumatore.

Per attuare concretamente un percorso di efficientamento e decarbonizzazione dei consumi residenziali nel nostro Paese è necessaria quindi una presa di consapevolezza delle peculiarità del nostro territorio e del nostro contesto sociale ed economico guardando prioritariamente all’interesse dei consumatori.

Garantire, anche per il 2025, i benefici dell’ecobonus per le caldaie – concludono i produttori del settore gas – significa permettere a tutti i cittadini italiani, anche quelli con meno disponibilità economiche, di proseguire sulla strada della decarbonizzazione e dell’efficientamento dei consumi residenziali.

Ecobonus caldaie nel ddl di Bilancio 2025

Ricordiamo che, ad oggi, il Governo sembra intenzionato a proseguire con l’ecobonus per il triennio 2025-2027, seppur riducendo le aliquote: nel ddl di Bilancio all’esame del Parlamento è infatti prorogato l’ecobonus per “la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione, anche dotati di sistemi di termoregolazione evoluti, pompe di calore ad alta efficienza, impianti geotermici a bassa entalpia, apparecchi ibridi costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, micro-cogeneratori e generatori di calore alimentati da biomasse”, senza escludere alcuna tecnologia dal novero di quelle che sono state incentivate fino al 2024.

Tuttavia, dai nuovi incentivi saranno esclusi gli impianti alimentati unicamente a combustibili fossili, come previsto dall’articolo 17, paragrafo 15 della Direttiva Case Green che consente agli Stati di concedere incentivi finanziari solo per gli impianti ibridi o alimentati interamente da fonti rinnovabili.

La richiesta dei produttori del settore gas pare quindi finalizzata a mettere la proroga prevista dal ddl di Bilancio al riparo da modifiche che possano escludere alcune tecnologie impiantistiche dalla possibilità di essere incentivate.

FONTE EDILPORTALE.COM

https://www.edilportale.com/news/2024/11/risparmio-energetico/ecobonus-caldaie-2025-le-imprese-del-gas-chiedono-di-mantenerlo_102074_27.html?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAAR2xb07lXpUEqJTiAWKp4rY3oCWdnQCXpTQ1OslQOb3XXCYPa48omZh21Ro_aem_Ski6yFApufBpb7Kh9WWz5g
 

Caldaie, in Regione la presentazione del bando per la sostituzione degli impianti termici inquinanti

Giovedì 3 ottobre 2024 alle ore 11:30 si terrà nella Sala Tevere della Regione Lazio (Via Cristoforo Colombo 212, Roma) un incontro per presentare il Bando Caldaie 2024 per la sostituzione degli impianti termici inquinanti. All’evento interverranno:

  • Ore
    11:30 Saluti dell’Assessore al turismo, ambiente, sport, transizione
    energetica, cambiamenti climatici, sostenibilità Elena Palazzo;Saluti e introduzione generale del Direttore Vito Consoli
  • Ore 12:00 ARPA Lazio – La valutazione della qualità dell’aria della regione Lazio e relative criticità – Ing. Di Giosa
  • Ore 12:15 MASE Gli interventi nazionali per il miglioramento della qualità dell’aria-  dott.ssa Valentina Barzon
  • Ore
    12:30 Direzione Ambiente della Regione Lazio – Contenuti generali del
    bando per la sostituzione degli impianti termici civili – dott.ssa F. De
    Martino
  • Ore 13:00-14:00 Lunch
  • Ore 14:00 Lazio INNOVA – Modalità di presentazione delle domande mediante piattaforma Gecoweb – dott. Andrea Lisi
  • Ore
    14:15 AIEL – Prestazioni energetico-ambientali dei generatori e misure
    non tecnologiche per ridurre le emissioni della combustione domestica
    delle biomasse legnose – dott. Valter Francescato
  • 14:30 Question time

Con il Bando Caldaie della Regione Lazio, i cittadini dell’agglomerato urbano di Roma e della Valle del Sacco potranno sostituire gli impianti termici più vecchi e inquinanti con quelli nuovi. Si tratta di un provvedimento per il quale la Regione Lazio ha stanziato complessivamente tre milioni di euro. L’obiettivo è quello di sostituire gli impianti termici domestici per la climatizzazione invernale di vecchia generazione con quelli meno inquinanti e più efficienti dal punto di vista energetico. Un intervento che intende integrare il contributo del Conto Termico 2.0, concesso per la sostituzione degli impianti di riscaldamento domestico da parte dello Stato, per ampliare e accelerare il rinnovamento e che rientra nell’ambito delle politiche regionali per la tutela della qualità dell’aria e per la riduzione dell’inquinamento atmosferico, in base a quanto stabilito dal Piano di Risanamento della Qualità dell’Aria della Regione Lazio.

«La Regione Lazio offre la possibilità di sostituire le vecchie caldaie più inquinanti dando un contributo economico a chi ne farà richiesta. Intendiamo, così, incentivare il rinnovamento degli impianti, senza che questo gravi sui bilanci familiari. Vista l’utilità del provvedimento, a partire dalle prossime settimane, daremo ampia diffusione delle informazioni necessarie per accedere al contributo attraverso incontri pubblici e comunicazioni sui siti istituzionali» spiega l’assessore all’Ambiente, alla Transizione Energetica, al Turismo e Sport, Elena Palazzo.

I contributi saranno erogati in ordine cronologico di arrivo delle domande fino ad esaurimento delle risorse. Possono farne richiesta soggetti privati e amministrazioni condominiali. Le domande possono essere inviate on-line mediante la piattaforma GeCoWEB Plus fino alle ore 17:00 del 30 aprile 2025, salvo chiusura anticipata per esaurimento della dotazione finanziaria.

fonte: https://www.regione.lazio.it/notizie/Caldaie-Regione-presentazione-bando-sostituzione-impianti-termici-inquinanti

Sospensione servizi CURIT – 1° ottobre 2024

Si avvisa l’utenza che, in occasione di alcuni interventi di manutenzione straordinaria, i servizi CURIT non saranno disponibili a partire dalle 14.00 di martedì 1° ottobre, fino al termine della giornata.

I servizi saranno nuovamente disponibili a partire dalle 9.00 di mercoledì 2 ottobre.

FONTE: CURIT

REGIONE LAZIO – Bando Caldaie – Sostituzione di impianti termici inquinanti

Contributo a integrazione del Conto TermicoLa Regione Lazio, tramite Lazio Innova, concede contributi economici per il rinnovamento degli impianti termici domestici per la climatizzazione invernale con impianti meno inquinanti e più efficienti dal punto di vista energetico.Sono ammissibili al contributo integrativo regionale solo gli interventi già finanziati dal Conto Termico 2.0 al momento della presentazione della Domanda e la cui Scheda-Contratto che disciplina la concessione del Conto Termico 2.0 ha data successiva al 31 dicembre 2023.Il contributo regionale è integrativo di quello riconosciuto dal GSE con il Conto Termico 2.0 e di norma pari al 50% di questo, con riferimento alla sostituzione degli impianti di riscaldamento con pompe di calore, sistemi ibridi a pompa di calore o generatori efficienti di calore alimentati da biomassa (interventi 2.A, 2.B e 2.E del Conto Termico 2.0 con alcune limitazioni). È agevolabile, solo se accessoria, anche l’istallazione di collettori solari termici (intervento 2.C).I Comuni del Lazio con il maggior livello di inquinamento atmosferico dove devono essere ubicati gli impianti agevolati sono:A. Agglomerato di Roma, i Comuni di Capena, Castelnuovo di Porto, Ciampino, Fiumicino, Fonte Nuova, Frascati, Guidonia Montecelio, Marino, Mentana, Monte Porzio Catone, Monterotondo, Riano, Roma, Sant’Angelo Romano e Tivoli;B. Zona Valle del Sacco, i Comuni di Alatri, Amaseno, Anagni, Aquino, Arce, Arnara, Arpino, Boville Ernica, Broccostella, Cassino, Castelliri, Castro dei Volsci, Castrocielo, Cave, Ceccano, Ceprano, Cervaro, Colfelice, Colleferro, Collepardo, Colonna, Falvaterra, Ferentino, Fontana Liri, Frosinone, Fumone, Gallicano nel Lazio, Gavignano, Genazzano, Giuliano di Roma, Isola del Liri, Labico, Monte Compatri, Monte San Giovanni Campano, Morolo, Palestrina, Paliano, Pastena, Patrica, Piedimonte San Germano, Pignataro Interamna, Pofi, Pontecorvo, Ripi, Rocca d’Arce, Roccasecca, San Cesareo, San Giorgio a Liri, San Giovanni Incarico, San Vittore del Lazio, Sant’Ambrogio sul Garigliano, Sant’Apollinare, Sant’Elia Fiumerapido, Segni, Sora, Strangolagalli, Supino, Torrice, Valmontone, Veroli, Vico nel Lazio, Villa Santa Lucia, Villa Santo Stefano e Zagarolo.

Sono agevolabili i soggetti privati agevolati dal Conto Termico 2.0 (c.d. soggetti responsabili) ad eccezione delle imprese, quindi salvo quanto meglio precisato dall’Avviso, persone fisiche e amministrazioni condominiali (e E.S.Co. che operano per loro conto).Dotazione finanziaria e come richiedere il contributo regionaleL’Avviso ha una dotazione finanziaria di 3 milioni di euro.Il contributo è erogato seguendo l’ordine cronologico delle domande fino ad esaurimento delle risorse. A seguito di ogni atto di concessione del contributo regionale viene pubblicato l’importo della dotazione finanziaria ancora disponibile.Per ottenere il contributo regionale è necessario dimostrare di avere ottenuto il contributo relativo al Conto Termico 2.0, allegando alla domanda la relativa scheda-contratto (anno 2024 o successivo).La domanda, completa degli allegati previsti, deve essere presentata esclusivamente on-line mediante la piattaforma GeCoWEB Plus seguendo le apposite istruzioni in allegato 4 all’Avviso.L’invio della Domanda deve avvenire a partire dalle ore 12:00 del 16 luglio 2024 e, salvo chiusura anticipata per esaurimento della dotazione finanziaria, fino alle ore 17:00 del 30 aprile 2025La concessione del contributo comporta anche l’erogazione dello stesso, senza necessità di presentare ulteriore documentazione.La procedura ordinaria per la presentazione della domanda (”Richiesta Diretta”) prevede che il Richiedente sia provvisto di una propria identità digitale, vale a dire SPID, CIE (Carta di Identità Digitale) o TS-CNS (Tessera Sanitaria e Carta Nazionale dei Servizi), di un proprio indirizzo PEC e di una propria firma digitale.È stata comunque prevista una procedura particolare (”Richiesta Indiretta”) per consentire in certi casi di presentare domanda anche se sprovvisti di una propria identità digitale, di un proprio indirizzo PEC o di una propria firma digitale, avvalendosi di un soggetto di propria fiducia che ne sia provvisto.

www.lazioinnova.it

www.lazioeuropa.it

mail: infobandi@lazioinnova.it

FONTE:

Bando Caldaie – Sostituzione di impianti termici inquinanti

Bando: Incentivi per la sostituzione degli impianti termici civili più inquinanti con impianti a biomassa a basse emissioni

La delibera di Giunta regionale n. 2523 del 10/06/2024 fissa i criteri del nuovo bando di incentivazione per la sostituzione di impianti di riscaldamento obsoleti con impianti innovativi a basse emissioni. Il bando è stato approvato con decreto n. 10648 del 12/07/2024 (pubblicato sul BURL serie ordinaria n. 29 del 18/07/2024).

La domanda di partecipazione può essere presentata esclusivamente online sulla piattaforma informativa Bandi e Servizi all’indirizzo www.bandi.regione.lombardia.it  dalle ore 10:00 del 23/07/2024 fino alle ore 16:00 del 15/09/2025, salvo esaurimento anticipato delle risorse.

Codice bando su Bandi e Servizi – Cittadini: RLT12024039684

Codice bando su Bandi e Servizi – Condominii: RLT12024039686

Codice bando su Bandi e Servizi – PMI: RLT12024039685

Tutti i dettagli relativi alla procedura guidata di presentazione delle domande saranno definiti all’interno di un manuale appositamente predisposto, che verrà reso disponibile su Bandi e Servizi alla data di apertura del bando.

La dotazione finanziaria è di 23.000.000 €, suddivisa come segue:

  • 20.000.000 € a persone fisiche (Cittadini)
  • 2.000.000 € a Condominii
  • 1.000.000 € a piccole e medie imprese, incluse le ditte individuali (PMI).

Gli impianti oggetto di contributo devono essere installati presso edifici situati in Lombardia.

Ciascun soggetto richiedente può presentare fino a 5 domande di contributo, una per ogni impianto, sempre che per ciascun impianto sia già stata presentata la domanda di contributo al GSE (Gestore Servizi Energetici), mediante il Portaltermico previsto dallo stesso GSE per il Conto Termico.

Il soggetto richiedente, prima di presentare domanda al GSE e a Regione Lombardia, deve verificare che l’installazione del nuovo impianto a biomassa non sia vietata dalle disposizioni per la tutela della qualità dell’aria, approvate dal Comune in cui si intende installare l’impianto.

La partecipazione al bando è ammessa in base alla data di presentazione della domanda di contributo al GSE:

  • data successiva al 14/06/2024, cioè data di pubblicazione sul BURL della d.G.R. n. 2523 del 10/06/2024 con la quale è stata approvata la presente misura di incentivazione;
  • data successiva all’approvazione della d.G.R. n. 5646 del 30/11/2021, con la quale sono stati approvati i criteri di incentivazione del primo bando, e fino alla data del 14/06/2024 inclusa.

I requisiti degli impianti oggetto di contributo regionale sono differenziati in relazione all’altitudine del Comune in cui viene sostituito l’impianto:

  • Nei Comuni con altitudine superiore a 300 m slm sono ammessi solo i generatori alimentati da biomassa appartenenti alle classi ambientali:
    • 4 e 5 stelle del DM 186/2017 con valori di particolato primario (PP) non superiori a 20 mg/Nm³ se la domanda di contributo al GSE è stata presentata entro il 14/06/2024, data di pubblicazione sul BURL della delibera n. 2523 del 10/06/2024;
    • 4 e 5 stelle del DM 186/2017 con valori di particolato primario (PP) non superiori a 15 mg/Nm³ se la domanda di contributo al GSE è successiva al 14/06/2024, data di pubblicazione sul BURL della delibera n. 2523 del 10/06/2024.
  • Nei Comuni con altitudine inferiore o uguale a 300 m slm sono ammessi solo i generatori di calore alimentati a biomassa appartenenti alla classe ambientale:
    • 5 stelle ex d.m. 186/2017 con valori di particolato primario (PP) non superiori a 15 mg/Nm³ se la domanda di contributo al GSE è stata presentata entro il 14/06/2024, data di pubblicazione sul BURL della delibera n. 2523 del 10/06/2024;
    • 5 stelle ex d.m. 186/2017 con valori di particolato primario (PP) non superiori a 10 mg/Nm³ se la domanda di contributo al GSE è successiva al 14/06/2024, data di pubblicazione sul BURL della delibera n. 2523 del 10/06/2024.

Il contributo regionale è a fondo perduto e va ad integrare il contributo riconosciuto dal GSE (Conto Termico) per lo stesso intervento.

Per le persone fisiche il contributo regionale integra il contributo del GSE fino a raggiungere la copertura dei costi ammissibili, indicati dallo stesso Conto termico, nella seguente misura:

  • 60% per impianti con emissioni di PP maggiori di 15 mg/Nm³ e minore o uguale a 20 mg/Nm³ con un massimale di 10.000 €;
  • 65% per impianti con emissioni di PP maggiori di 10 mg/Nm³ e minore o uguale a 15 mg/Nm³ con un massimale di 10.000 €;
  • 70% per impianti con emissioni di PP maggiori di 5 mg/Nm³ e minore o uguale a 10 mg/Nm³ con un massimale di 20.000 €;
  • 80% per impianti con emissioni di PP minore o uguale a 5 mg/Nm³ con un massimale di 30.000 €.

Per i condominii il contributo è riconosciuto al 70% dei costi ammissibili, indipendentemente dalla soglia emissiva di cui sopra.

Per le PMI il contributo regionale, in conformità a quanto disposto dal D.M. 16.4.2016 (c.d. Conto Termico), sommato al contributo riconosciuto dal Conto termico, non può comunque superare le seguenti percentuali, rispetto alle spese ammissibili riconosciute dal GSE:

  • 65% nel caso di micro e piccole imprese, con incluse le imprese individuali;
  • 55% nel caso di medie imprese.

Tutte le domande di contributo saranno valutate in ordine di presentazione delle stesse (“valutativa a sportello”), a condizione di rispettare i requisiti minimi di ammissibilità.

Per maggiori informazioni si invita alla lettura del bando, pubblicato a fondo pagina.

Per chiarimenti sul bando scrivere a bando_biomassa@regione.lombardia.it.

FONTE: https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioAvviso/servizi-e-informazioni/cittadini/Tutela-ambientale/impianti-termici-edilizia-sostenibile-e-certificazione-energetica/bando-riscaldamento-biomassa-2024/bando-riscaldamento-biomassa-2024

Corsi per addetti alla conduzione degli impianti termici 2024

1) Data pubblicazione: 12/04/2024

APAVE ITALIA CPM SRL organizza un corso per “ADDETTO ALLA CONDUZIONE DI IMPIANTI TERMICI DI POTENZA SUPERIORE A 232 kW”.

L’esame si svolgerà nel mese di giugno 2023.

Per informazioni chiedere a:
Apave Italia Cpm Srl
camilla.bussi@apave.com
0364300342 int. 181

Data di avvio corso: 12/04/2024;   

Luogo del corso: 70% delle lezioni si svolgeranno in presenza a Collebeato (BS) – 30% delle lezioni saranno svolte online tramite la piattaforma formazione.cpmapave.it
Durata del corso : – h. 92 ore dal 12 aprile al 3 giugno 2024 (80 ore in presenza e 12 on-line)

2) Data pubblicazione: 04/04/2024

ECIPA LOMBARDIA, Ente di Formazione che fa capo a CNA organizza un corso per “ADDETTO ALLA CONDUZIONE DI IMPIANTI TERMICI DI POTENZA SUPERIORE A 232 kW”.

Le lezioni si svolgono nella fascia oraria 09:00-13:00 e/o 14:00-18:00;
Periodo previsto di svolgimento esame: prima settimana di luglio 2024;

Data di avvio corso: 22/04/2024;   

Luogo del corso: MILANO: Via Marco D’Aviano, 2 (MM LORETO – MM1 Pasteur);
Durata del corso : – h. 92

fonte: https://www.curit.it/-/corsi-per-addetti-alla-conduzione-degli-impianti-termici-2024?inheritRedirect=true&redirect=%2Fhome

EMILIA ROMAGNA Operazione calore pulito

Operazione c

Scopri i 5 gesti da fare ora per metterti in sicurezza e risparmiare adesso.
Con le tue scelte costruisci ogni giorno il futuro di tutti. 

1. Registra il tuo impianto termico al catasto regionale “Criter”

Abitazioni più sicure, aria più pulita, città e territori più vivibili: il Catasto regionale degli impianti termici è uno strumento fondamentale delle politiche regionali per il risparmio e l’efficienza energetica, la tutela della salute, dell’ambiente e per lo sviluppo sostenibile.
Se il tuo impianto termico è regolarmente registrato al Criter è un grande beneficio per te, la tua famiglia, la comunità, il pianeta.

Come responsabile dell’impianto, sei tenuto a rivolgerti ad un’impresa di installazione/manutenzione accreditata presso il Criter che, per legge, deve provvedere ad effettuare per te la registrazione obbligatoria del tuo impianto termico.  

Quale impianto va registrato al Criter?

Gli impianti di riscaldamento – caldaie, incluse a pellet, legna, ecc. – di potenza termica maggiore di 5 kW.
Gli impianti di raffrescamento (aria condizionata) di potenza termica maggiore di 12 kW.
Gli impianti centralizzati di produzione di acqua calda sanitaria di qualunque potenza.

Sei tu il responsabile dell’impianto?

Sì, se sei proprietario o inquilino dell’immobile in cui abiti ed è presente un impianto termico autonomo;
Sì, se sei amministratore di un condominio in cui è presente un impianto termico centralizzato.

In cosa consiste la registrazione dell’impianto?

La registrazione consiste nell’iscrizione del tuo impianto termico presso il Criter mediante un libretto che rappresenta una sorta di passaporto dell’impianto. Al libretto di Impianto è associato un codice univoco detto “codice targatura impianto” costituito da codice alfanumerico.

Sulla piattaforma Criter, puoi verificare la corretta registrazione del tuo impianto e i relativi controlli di manutenzione effettuati per essere messi a disposizione di eventuali verifiche.  

Cos’altro devi fare come responsabile dell’impianto?

Come responsabile dell’impianto sei inoltre tenuto a garantire la sua corretta conduzione e il rispetto dei periodi di attivazione e delle temperature-limite, e infine a conservare i documenti che certificano i controlli effettuati per essere messi a disposizione in caso di eventuali verifiche.   

Consulta la guida (705.35 KB) per l’esercizio, la manutenzione e il controllo degli impianti termici rivolta ai cittadini responsabili di impianto.

2. Contatta il tuo manutentore di fiducia

Elenco delle imprese accreditate

Cos’altro devi sapere?

Verifica se puoi utilizzare il tuo impianto a biomassa

Usi legna o pellet per scaldarti? Ci sono limitazioni per la qualità dell’aria: verifica se sei in regola con il tuo impianto.

Hai scoperto di non poter usare il tuo impianto per riscaldare casa?

Con i contributi della Regione puoi sostituirlo con un impianto efficiente e farti rimborsare fino al 100% della spesa.

fonte: criter