Superbonus e bonus edilizi: la guida 2024/2025

Superbonus, Bonus Ristrutturazione, Ecobonus, Sismabonus: in attesa della riforma 2025, le novità della legge di bilancio sul Bonus Unico al 50% e il tetto alle detrazioni fiscali

Il Superbonus e i bonus edilizi hanno subito negli ultimi anni più di 40 modifiche. Rimodulazioni, décalage, riduzione delle agevolazioni e dei tetti di spesa, stop alla cessione del credito:dopo tanti cambiamenti e limitazioni ha ancora senso iniziare nuovi lavori edilizi facendo affidamento alle agevolazioni fiscali in vigore?

In questo articolo proviamo a farechiarezzae a fornire unapanoramica dei bonus edilizi, proponendo unaguida sintetica e le principalinovitàsull’argomento.

Se devi iniziare una nuova pratica, oltre ad avere un quadro chiaro delle opportunità disponibili, ti consigliamo unsoftware con chiare linee guida sui bonus edilizi per scegliere e gestire al meglio i progetti.

aggiornamento 22 novembre 2024

Bonus Casa: caldaie sempre più a rischio, nuovi spiragli per Case Green

Le modifiche ai Bonus Edilizi previste dalDdl Bilancioall’articolo 8, oltre al taglio lineare al 50%, potrebbero essere ancora più pesanti.

In vista del voto in Commissione, diventano tre gli emendamenti (di segno bipartisan) che spingono per bloccare le agevolazioni fiscali per le caldaie a condensazione a partire dal 2025. Sia dall’Ecobonusche dalBonus Ristrutturazione, verrebbero stralciati gli interventi “di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili” salvando solo gli sconti per le caldaie negli apparecchi ibridi e allineando l’Italia alla direttiva Case green.

Un altro emendamento propone di riattivare ilBonus Case Greendal 2025 al 2027, con una rateizzazione in dieci anni degli sconti fiscali.

L’agevolazione, bloccata alla fine del 2023, prevede una detrazione del 50% dell’Iva versata per gli acquisti di case in classe A o B direttamente da costruttori o da Oicr immobiliari.

Si registra, infine, l’ennesimo tentativo di offrire un nuovocontributo per l’acquisto di elettrodomesticialmeno in classe B, pari al 30% del costo di acquisto con un massimale di 100 euro, elevato a 200 in caso di famiglie con Isee sotto i 25mila euro anni.

Leggi l’approfondimento suiBonus Edilizi 2025

Superbonus e Bonus edilizi 2025: le novità nella Legge di Bilancio, arriva il Bonus unico

La Legge di Bilancio, facendo fede al testo approvato dal Consiglio dei Ministri e dal 23 ottobre all’esame del Parlamento, modifica il vigente quadro normativo in materia di bonus edilizi, prevedendo laproroga delle detrazionianche per le spese sostenute neglianni 2025, 2026 e 2027, untaglio lineare al 30%(già previsto per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio da effettuarsi nel periodo 2028-2033) e la possibilità di fruire didetrazioni al 50% solo nel 2025 e solo per le prime case.

Mentre per i bonus “ordinari” si potrà dunque godere di unadetrazione differenziata fino al 2027 in base alla tipologia dell’abitazione(36/50% nel 2025 e 30/36% nel biennio 2026-2027), è molto più drastico l’intervento sulSuperbonus che finisce la sua corsa il 15 ottobre 2024 e a determinate condizioni.

Si potrà fare affidamento anche per il 2025 sulBonus Mobilie ilBonus Barriere Architettoniche(dentro le spese sostenute per ascensori e montacarichi, per elevatori esterni all’abitazione, per la sostituzione di gradini con rampe, fuori il rifacimento di bagni e infissi). Non è confermato dal Ddl di Bilancio ilBonus verde.

Rappresenta un ulteriore elemento di “deterrenza” iltetto alla detrazioni per iredditi superiori a 75.000 euro, calcolato moltiplicando l’importo base, determinato in base al reddito complessivo del contribuente, per il coefficiente che varia in funzione del numero del nucleo familiare.

Tabella sinottica dei Bonus edilizi per gli anni 2024-2027

20242025 2026-2027
SUPERBONUS 65%70%Solo per alcuni soggetti tra cui i condominii e i proprietari di edifici da 2 a 4 unità immobiliariAliquota al 70% per le spese sostenute nell’anno 2024 Permane l’aliquota al 110% per gli interventi effettuati nei Comuni dei territori colpiti da eventi sismici verificatisi a far data dall’1.4.2009 dove sia stato dichiarato lo stato di emergenza
(exart. 119, comma 8-ter, d.l. n. 34/2020) 
65%Solo per alcuni soggetti tra cui i condominii e i proprietari di edifici da 2 a 4 unità immobiliariAliquota al 65% per le spese sostenute nell’anno 2025esclusivamente per gli interventi con CILA, delibera assembleare o titolo abilitativo,  alla data del15 ottobre 2024NON PREVISTO
BONUS
BARRIERE ARCHITETTONICHE
75%Aliquota al 75%Massimali diversi a seconda dello specifico intervento
Possibilità di avvalersi, solo in alcuni casi, della cessione del credito e dello sconto in fattura
75%Aliquota al 75% solo per lavori su scale, ascensori, rampe, servoscale e piattaforma elevatriciMassimali diversi a seconda dello specifico interventoNON PREVISTO
BONUS
RISTRUTTURAZIONE
50%Aliquota al 50% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 96.000 euro36% / 50%PRIME CASEAliquota al 50% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 96.000 euroSECONDE CASEAliquota al 36% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 96.000 euro 30% / 36%PRIME CASEAliquota al 36% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 96.000 euroSECONDE CASEAliquota al 30% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 96.000 euro
BONUS
MOBILI
50%Aliquota al 50%Massimale di spesa pari a 5.000 euro50%Aliquota al 50%Massimale di spesa pari a 5.000 euroNON PREVISTO
ECOBONUS50% / 65% / 70% / 75%50-65%: caldaie, infissi, pompe di calore pannelli solari70% /75%: riqualificazione energetica edifici e parti comuni36% / 50%PRIME CASEAliquota al 50% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 96.000 euroSECONDE CASEAliquota al 36% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 48.000 euro30% / 36%PRIME CASEAliquota al 36% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 96.000 euroSECONDE CASEAliquota al 30% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 48.000 euro 
SISMABONUS50% / 70% / 75% / 80% / 85%50%: interventi senza miglioramento di classe sismica;70% /75%: miglioramento di una classe sismica per interventi nelle zone sismiche ad alta pericolosità;80%/85%: miglioramento di due classi sismiche per interventi nelle zone sismiche ad alta pericolosità.75%/85%:acquisto di immobili interessati da interventi di riduzione del rischio sismico (Bonus acquisti) 36% / 50%PRIME CASEAliquota al 50% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 96.000 euroSECONDE CASEAliquota al 36% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 48.000 euro30% / 36%PRIME CASEAliquota al 36% per tutte le tipologie di interventi agevolatiMassimale di spesa pari a 96.000 euroSECONDE CASEAliquota al 30%Massimale di spesa pari a 48.000 euro

Stop al Superbonus! Nel 2025 resta solo per i lavori avviati

La scure della Legge di Bilancio 2025 si abbatte sul Superbonus, che sarà quasi eliminato nel 2025.

L’art. 8, comma 3 del testo inviato allaCamerestabilisce che la detrazione del 65% per le spese sostenute nell’anno 2025spetta esclusivamente per gli interventi per i quali, alla data del15 ottobre 2024risulti:

  • presentata la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA), se gli interventi sonodiversi da quelli effettuati dai condomini;
  • adottata la delibera assembleare che ha approvato l’esecuzione dei lavori e presentata la comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA), se gli interventi sonoeffettuati dai condomini;
  • presentata l’istanza per l’acquisizione deltitolo abilitativo, se gli interventi comportanola demolizione e la ricostruzione degli edifici.

Bonus edilizi al 50% nel 2025 sulle prime case, 36% sulle altre

La più rilevante delle novità della Legge di Bilancio è sicuramente la proroga deibonus edilizi(Bonus ristrutturazione,Ecobonus,SismabonuseSismabonus acquisti) al 50% fino al 31 dicembre 2025, limitata alleprime case, con una ripartizione in 10 anni e un massimale di spesa fissato a 96.000 euro.

Le abitazioni diverse dalla prima casa potranno continuare ad usufruire del bonus casa nel 2025, ma con una riduzione di 14 punti percentuali, ovvero al 36% e con un limite massimo di spesa pari a 96.000 euro confermato per ora solo per il Bonus ristrutturazione.

Le aliquote si abbassano ulteriormente nelbiennio 2026/2027:

  • 36%per gli interventi realizzati sulle prime case,
  • 30%per gli interventi realizzati su abitazioni diverse dalla prima casa e altre tipologie di immobili.

Bonus mobili prorogato di un anno

Il Governo ha previsto la proroga per il 2025 della detrazione del 50% anche per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomesticilegati agli interventi diristrutturazione edilizia.

La misura è lineare: questo significa che il bonus mobili si potrà applicare al 50% sia se si tratti di prima o di seconda casa. Il limite di spesa resta fissato a 5.000 euro ripartiti in 10 quote annuali.

Bonus edilizi “condizionati” dal nuovo tetto alle detrazioni

Le detrazioni fiscali previste dai bonus edilizi trovano un ulteriore limite nelnuovo plafond familiare per le spese detraibili.

Dal 2025 i contribuenti dovranno fare attenzione a non superare il tetto massimo previsto per le spese da portare in detrazione come spese per l’istruzione, ristrutturazioni edilizie e contributi previdenziali e assistenziali.

Sono previsti limiti alle detrazioni per chi ha un redditooltre i 75mila euro:

  • chi ha un reddito tra i75mila e i 100mila europuò portare in detrazione fino a un massimo di14mila euro;
  • chi ha un reddito oltre i100mila, può detrarre fino a8mila.

In assenza difiglila cifra è dimezzata (moltiplicata per il coefficiente di 0.5), per quanti hanno un solo figlio ridotta moltiplicando per un coefficiente di 0.85, resta pari se si hanno più di tre figli o figli con disabilità.

Sono escluse dal computo dell’ammontare complessivo degli oneri e delle spese le spese sanitarie detraibili, gli oneri sostenuti in dipendenza di prestiti o mutui contratti fino al 31 dicembre 2024; il reddito complessivo è assunto al netto del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.

I nuovi limiti non hanno effetto retroattivo e si applicano solo alle nuove spese, ossia a quelle effettuate a partire dal 2025.

In sostanza, c’è il rischio che non tutte le spese di ristrutturazione potranno essere portate in detrazione o che si dovranno selezionare quelle da portare in detrazione per massimizzare i benefici fiscali e ridurre al minimo la perdita degli sconti offerti dal Fisco.

Le nuove soglie determineranno l’importo massimo delle spese detraibili e non delle detrazioni; all’interno delle spese che saranno ammesse bisognerà andare a calcolare le percentuali per le singole agevolazioni.

Rendite catastali in aumento per chi ha avuto il Superbonus e caccia agli immobili fantasma

In occasione dell’audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulPiano strutturale di bilancio, il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato nuovi interventi per “mitigare” l’impatto del Superbonus sui conti pubblici.

L’intervento sul catasto servirà a:

  • individuare e regolarizzare le unità immobiliari ancora non censite (i cosiddetti“immobili fantasma”);
  • aggiornare lerendite catastalisugliedifici che hanno beneficiato del Superbonus.

La manovra non contiene misure specifiche per l’aggiornamento delle rendite; il riferimento al recupero dell’evasione collegata agli immobili è contenuto però nel Piano strutturale di bilancio, che lo indica come priorità da perseguire in un orizzonte temporale che varia tra il 2026 e il 2028.

Non ci sarà dunque un aumento delle imposte, ma unarevisione degli estimi catastali in linea con il salto di qualità degli immobili derivante da interventi di miglioramento sismico ed energetico.

In pratica, significa chei proprietari di seconde o terze caseche hanno utilizzato bonus edilizi dovranno versare una quota di IMU più alta ai comuni. Oppure, in caso di compravendite, saranno tenuti a versare imposte di registro e Iva più alte.

L’obiettivo è chiarire alcuni aspetti della precedente Legge di Bilancio, con riferimento alle disposizioni di cui all’articolo 1, commi 86 e 87 che richiamano l’obbligo di dichiarazione, ove richiesta, di variazione catastale per le unità immobiliari soggette ad interventi di Superbonus.

Come ricordato anche dallacircolare 13/E/2024dello scorso 13 giugno, i contribuenti avrebbero dovutodichiarare la modifica delle caratteristiche dei loro immobiliperché si procedesse alla revisione.

L’Agenzia delle Entrate, basandosi su specifiche liste selettive, è tenuta a verificarese sia stata presentata, ove richiesta, la dichiarazioneprevista dall’articolo 1, commi 1 e 2, del D.M. 701/1994 tenendo conto deglieventuali effetti sulla rendita dell’immobile registrata nel catasto dei fabbricati.

Spulciando nel Piano strutturale di Bilancio, in effetti, si parla di “rendere pubblico, accessibile e integrato con il catasto l’archivio ilSistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica“.

Gli APE dovrebbero “dialogare” con i dati catastali. Chi ha ristrutturato casa usando i bonus edilizi migliorando la propria classe energetica, sarà tenuto (se non lo ha già fatto) a rivedere la rendita catastale del proprio immobile.

Saranno prese misure per verificare e rendere più efficace – anche per i casi di omessa denuncia delle dichiarazioni di variazione dello stato dei beni – il meccanismo di stimolo alla compliance, checonsente ai soggetti destinatari della comunicazione di provvedere spontaneamente a regolarizzare la propria posizione.

Se tale dichiarazione non risulta presentata, l’Agenzia delle Entrate invierà al contribuente una comunicazione specifica, ai sensi dell’articolo 1, commi da 634 a 636, della legge 190/2014, per sollecitare l’adempimento richiesto.

In caso di inadempimento entro 90 giorni, l’Agenzia delle Entrate si avvarrà di interventi in surroga peraggiornare le renditeeapplicare la sanzione.

Superbonus in 10 anni anche per le spese 2023

La Legge di Bilancio 2025 prevede – anche per lespese effettuate nel 2023– la possibilità di spalmare sudieci anniil recupero del Superbonus.

Ricapitolando, lo spalma-detrazioni è stato introdotto:

  • per le spese 2022 dal D.L. 11/2023: per evitare l’effetto incapienza causato dell’alto importo delle singole rate di superbonus, la norma consente di spalmare su dieci anni, invece che in quattro, lo sconto fiscale per i contribuenti che hanno effettuato lavori con il 110% nel 2022 e non hanno optato per la cessione del credito o lo sconto in fattura. La prima rata va inserita nella della dichiarazione di quest’anno, visto che la norma è stata introdotto a stagione dichiarativa inoltrata, quando i modelli e i software erano stati già pubblicati;
  • per le spese 2024 dalD.L. 39/2024: il provvedimento ha stabilito il blocco definitivo della cessione del credito e dello sconto i fattura e contestualmente messo a regime lo spalma-crediti in 10 anni per tutte le spese collocate nel periodo di imposta 2024.

Con la Legge di Bilancio 2025 si “salvano” anche le spese 2023 allo scopo di tutelare i contribuenti che avrebbero rischiato di perdere la quota di detrazioni non utilizzata nell’anno.

Poiché la prima quota è stata già portata in dichiarazione, sarà necessario riproporzionare il carico residuo sui nove anni che restano per evitare il rischio incapienza e consentire a chi non ha sufficienti imposte da pagare di utilizzare le detrazioni.

Riforma 2025 dei bonus edilizi: programmazione e doppio binario

Il tema dei bonus edilizi è centrale nel dibattito pubblico. Da una parte è la voce di bilancio su cui si concentra maggiormente l’impegno di una profonda revisione della spesa; dall’altro l’Italia è chiamata a dare seguito agli impegni assunti con la direttiva case green e investire nella transizione energetica e climatica per raggiungere l’obiettivo della totale decarbonizzazione entro il 2050 attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio nazionale.

A più riprese nelle ultime settimane si è parlato dell’orientamento generale del governo:durata almeno decennale dell’incentivo,maggiore selettività,incentivi proporzionali all’impatto energetico, attenzione alreddito, alleprime casee alle unità immobiliari conclasse energetica bassa.

Secondo i dati raccolti daAssoutentiil valore complessivo dei bonus edilizi raggiunge un costo totale di circa220 miliardi di eurocon un peso virtuale a famiglia di8.527 euro.

Bonus edilizi 2025: stop alle seconde e terze case

È l’annuncio fatto direttamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, all’assemblea di Confindustria.

La limitazione sarà applicata probabilmente nellarevisione generale dei bonuse degli sconti fiscali che il governo sta mettendo a punto per recuperare risorse utili alla nuova legge di Bilancio, considerando che allo stato attuale sia i crediti di imposta sulle ristrutturazioni che quelli per l’efficienza energetica valgono per tutti gli edifici residenziali, senza distinzione.

La riforma potrebbe confermare al 65% l’Ecobonus per la prima casa di abitazione, ma solo per le spese che assicurano i migliori risultati in termini di efficienza energetica.

E potrebbe spuntare anche la trasformazione dei bonus fiscali in trasferimenti monetari per i contribuenti incapienti.

Importanti anticipazioni sono state fornite anche dal Ministro Gilberto Pichetto Fratin in un’intervista del9 settembre 2024a “Il Messaggero”.

Il governo sarebbe pronto a varare unaprogrammazione triennale degli incentivi edilizi.

L’obiettivo è rimodulare il meccanismo delle detrazioni per i lavori di efficientamento energetico con l’obiettivo di permettere“anche a chi non ha potuto utilizzare il Superbonus di ottenere le agevolazioni”.

L’intervento punterà a superare la logica “generalista” del Superbonus e a “privilegiare quegli strumenti – cappotti termici, riscaldamento a pavimento, pompe di calore o doppi infissi – che garantiscono un surplus di risparmio energetico.” Secondo questa ipotesi, gli incentivi potenziati al 65% verrebbero previsti unicamente per i lavori che garantiscono l’aumento della classe energetica dell’edificio.

Trapela un’importante novità sugliinfissi. Oggi è previsto un credito d’imposta tra il 50 e il 65% ma in futuro l’agevolazione potrebbe essereunica.

Ai “meno abbienti”, coloro che “non hanno fiscalità e non possono usufruire del credito d’imposta”, l’agevolazione per la ristrutturazione sarà erogato “sotto forma di sovvenzione.

In cantiere c’è l’idea diun’aliquota ordinaria e una maggiore che scatterà per le fasce più deboli, con unadefiscalizzazione crescenteper gli interventi che garantiscono una maggiore decarbonizzazione.

Al momento si è in attesa delle simulazioni del MEF per valutare l’impatto dal punto di vista finanziario dei bonus edilizi in rapporto al numero di edifici, civili e non, da ristrutturare in chiave green.

Secondo le stime dell’Ufficio parlamentare di bilancio, le detrazioni per l’efficientamento energetico pesano circa2 miliardi all’anno.

L’ipotesi dei certificati bianchi

Una delle proposte in esame dal governo riguarda la creazione di un mercato per icertificati bianchi nel settore residenziale civile, con l’obiettivo di incentivare interventi energeticamente efficienti e ridurre la dipendenza dalle detrazioni fiscali.

Si punta, quindi, ad ampliare il mercato degli attestati di efficienza energetica, strumenti negoziabili che documentano gli interventi finalizzati alla riduzione del consumo energetico e che possono essere comprati e venduti. Tale strategia coinvolgerà inevitabilmente gli operatori del mercato energetico, interessati anche a promuovere l’uso delle energie rinnovabili.

La proposta ANCE per i bonus edilizi 2025

Per mantenere gli obiettivi di riqualificazione immobiliare posti dalla direttiva case green, serve unpiano di incentivi stabile e pluriennale.

È l’appello lanciato dall’Associazione nazionale costruttori (Ance), nel corso dell’audizione alla Camera sul Piano strutturale di bilancio (Psb).

Un piano, serio ed efficace, per la riqualificazione immobiliare è un obiettivo non più rimandabile”, visto che nel 2025, senza interventi “l’intero sistema di incentivi si ridurrà al solo 36% per la riqualificazione delle singole abitazioni, senza alcun riferimento alla qualità degli edifici”.

ANCE presenterà a breve “un piano pluriennale di efficientamento energetico degli edifici, che offra una griglia di incentivi inversamente proporzionali alle possibilità economiche dei possessori di immobili con basse prestazioni energetiche” su cui sono già state effettuate alcune simulazioni per testarne il funzionamento.

A tale scopo è necessario secondo ANCE:

  • mantenere attiva la cessione del credito;
  • coinvolgere le Esco, i soli soggetti in grado di anticipare i delta mancanti e recuperare gli investimenti sostenuti dai contribuenti di basso reddito;
  • prevedere norme per affrancare i progetti dalle delibere di condominio.

Quali sono i bonus edilizi ancora in vigore nel 2024?

  • Ecobonus 2024
    Prevede detrazioni fiscali per interventi di miglioramento dell’efficienza energetica su tutti i tipi di immobili (cappotto termico, pompe di calore, caldaie, etc.) con particolare attenzione all’adozione di tecnologie basate sulle fonti rinnovabili di energia. L’agevolazione è stato introdotta dalla Legge di Bilancio del 2007 (legge 296/2006) e attualmente è disciplinato dall’art. 14 del D.L. 63/2013(detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica). In via generale, per le detrazioni in esame, diversamente da quanto previsto per quelle relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, è stabilito un limite di detrazione, variabile in funzione dell’intervento agevolato, e non un limite di spesa ammissibile all’agevolazione.
    La “versione Super-ecobonus” (detrazione del 70% nel 2024 e del 65% nel 2025) è riservata a condomini ed edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari.
  • Sismabonus 2024
    Prevede agevolazioni per interventi antisismici, con particolare attenzione alla sicurezza statica degli edifici, inclusi quelli situati nei centri storici. La detrazione è valida fino al 31 dicembre 2024 e varia a seconda della classe sismica migliorata.
    A regime prevede una detrazione del 36% per le spese documentate, con un importo massimo ammissibile di 48mila euro per unità immobiliare, da ripartire in 10 quote annuali di pari importo.
    Nel 2024, è previsto un massimo di spesa di 96mila euro per unità immobiliare. Se gli interventi non comportano alcun miglioramento di classe sismica, la detrazione è del 50%; con abbassamento di una classe di rischio, la detrazione è del 70%; se il passaggio è di due classi di rischio inferiori, la detrazione sale all’80%.
    Mentre, per gli interventi sulle parti comuni di condomini nelle zone sismiche 1-2-3, avviati dopo il 1° gennaio 2017, che comportano una riduzione del rischio sismico, la detrazione è del 75% per un passaggio ad una classe di rischio inferiore e dell’85% per un passaggio a due classi di rischio inferiori.
    La detrazione Super-sismabonus(anche in questo caso riservata a condomini ed edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari) copre le spese sostenute fino al 2025 nella misura del 70% nel 2024 e del 65% per le spese sostenute dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025.
  • Superbonus 2024
    Il Superbonus agevola diversi interventi di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico, alcuni sono trainanti e consentono un accesso diretto alla detrazione fiscale, altri trainati e usufruiscono del Superbonus solo se eseguiti insieme a uno dei primi. La detrazione prevista è del 70% per tutto il 2024 e del 65% fino al 31 dicembre 2025.
  • Bonus casa
    Per il 2025 la detrazione per la ristrutturazione edilizia delle prime case prevedrà una detrazione del50%, con un tetto di spesa pari a96.000 euro, mentre per le seconde case il bonus scenderà al36%fino al2028, con un tetto di spesa pari a48.000 euro. Per gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, si può arrivare fino al 75% delle spese sostenute.
  • Bonus mobili 2024
    Prevede una detrazione fiscale per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, collegati a interventi di recupero edilizio, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione, ripartita in 10 rate annuali di pari importo, è del 50% delle spese sostenute e calcolata su un totale non superiore a 5.000 € per l’anno 2024.
  • Bonus verde 2024
    Consiste in una detrazione del 36% ed è limitata a un massimo di € 5.000,00 per unità immobiliare ad uso abitativo delle spese documentate sostenute negli anni 2021, 2022, 2023 e 2024. Possono beneficiare del Bonus Verde i contribuenti che possiedono o detengono l’immobile oggetto degli interventi, non necessariamente il proprietario, ma anche il nudo proprietario, il titolare di un diritto reale di godimento, il comodatario, il locatario, i soci di cooperative e gli imprenditori individuali. Anche i familiari conviventi, i coniugi separati, i conviventi e i promissari acquirenti che soddisfano determinate condizioni possono usufruire della detrazione.

Bonus casa 2024: cosa è cambiato con il D.L. 39/2024

Queste, in sintesi, le principali misure previste dal D.L. 39/2024:

  • obbligo di “spalmare” la detrazione in 10 anni;
  • stop dal 30 marzo allo sconto in fattura e alla cessione del credito anche per barriere architettoniche, case popolari (Iacp), cooperative di abitazioni, onlus (salvi solo i lavori già avviati e gli interventi in zone colpite dal sisma);
  • stop alla remissione in bonis (termine ultimo per la comunicazione dell’opzione della cessione del credito fissato al 4 aprile 2024);
  • obbligo di comunicazione preventiva;
  • blocco della fruizione dei bonus edilizi da parte di soggetti con debiti erariali;
  • bonus ristrutturazioni al 30% dal 2028;
  • vigilanza e controllo da parte dei comuni per gli interventi Superbonus;
  • contributi a fondo perdutoper terzo settore e aree colpite da terremoti ed eventi calamitosi.

Leggi il nostro approfondimento sulDecreto Superbonus 2024

Bonus fiscali 2024 per la casa: la guida del notariato 

La Guida “Immobili e bonus fiscali 2024 – Guida pratica alle agevolazioni fiscali per interventi di rigenerazione del patrimonio immobiliare” – edita dal Consiglio Nazionale del Notariato e dalle Associazioni dei consumatori – offre unapanoramica delle agevolazioni fiscali per l’edilizia ancora valide per il 2024tenendo conto delle modifiche apportate dalD.L. 39/2024.

Oltre a fornire agilischede sintetichedei singoli bonus, la guida affronta l’argomento toccandotemi più specifici e trasversalicome:

fonte:https://biblus.acca.it/bonus-edilizi-2024/

Bonus caldaie 2025, quali sono le novità che potrebbero arrivare con la Manovra?

In base alla direttiva comunitaria, è previsto dal 2025 l’obbligo per i Governi degli Stati membri di rimuovere tutti gli incentivi destinati all’installazione di caldaie alimentate tramite combustibili fossili ma sarebbero ancora ammessi gli apparecchi a condensazione e quelli a pompe di calore.

Un emendamento alla Legge di Bilancio 2025, se approvato, può bloccare la detrazione per l’acquisto di caldaie a condensazione attualmente prevista ma destinata a scomparire per non impattare con la direttiva UE Case Green. Secondo il correttivo, il bonus per la riqualificazione energetica degli edifici applicato alla sostituzione delle caldaie, sparirebbe, quindi, nel triennio 2025-2027. Scopriamo più nel dettaglio come questa situazione potrebbe verificarsi.

Cosa prevede la direttiva comunitaria?

In base alla Direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive), dal 2025 è previsto l’obbligo per i Governi degli Stati membri di rimuovere tutti gli incentivi destinati all’installazione di caldaie alimentate tramite combustibili fossili. Però sarebbero ancora ammesse le caldaie a condensazione e quelle a pompe di calore, essendo apparecchi ibridi. L’emendamento alla Manovra vorrebbe, invece, eliminare anche questa ultima opzione.

L’obiettivo della direttiva UE è quello di ridurre il consumo energetico da fonti fossili nel settore immobiliare residenziale ma nel nostro Paese la situazione è complicata perché ci ritroviamo indietro rispetto agli obiettivi di decarbonizzazione legati all’edilizia residenziale e siamo già penalizzati dallo stop al Superbonus e dalla riforma delle detrazioni IRPEF prevista dal 2025, che taglierà radicalmente gli attuali incentivi. Nel 2025, lo sconto scenderà al 50% per la prima casa e al 36% per gli altri immobili.

Come cambierebbe il bonus caldaie con la Manovra?

Secondo la normativa europea, sarà possibile utilizzare le caldaie a condensazione fino al 2040, ma in Italia lo stop agli incentivi potrebbe arrivare già con il nuovo anno alle porte, introducendo sconti e altre iniziative destinate a chi acquista sistemi ibridi. Si dovrà, obbligatoriamente, attendere la discussione in Aula e l’approvazione della Manovra per avere certezze.

font:https://startupitalia.eu/economy/bonus-caldaie-2025-cambia-con-manovra/

Campagna impianti termici 2024 – Città metropolitana di Roma Capitale

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Città metropolitana di Roma Capitale, che da quest’anno effettua il servizio anche per il comune di Roma Capitale, ha avviato una campagna di comunicazione per raggiungere tra i cittadini una maggiore consapevolezza sui benefici della regolare manutenzione dell’impianto termico.

La campagna è presente, da metà ottobre e per tutto il mese di novembre, su siti web, social media, radio e circuiti di trasporto pubblico come treni e metropolitane, sul territorio di Roma e provincia.

A sostegno della campagna, al fine di agevolare i singoli Comuni alla diffusione dell’awareness tra i cittadini, l’Ente metropolitano mette a disposizione materiali grafici in formato adeguato alla stampa per i seguenti materiali:

Roll up 1 facciata 80×200 cm – pdf 300 dpi

locandina formato A3 – pdf 300 dpi

manifesto formato 50×70 – pdf 300 dpi

fonte:https://www.cittametropolitanaroma.it/homepage/aree-tematiche/ambiente/tutela-aria-ed-energia/controllo-impianti-termici/materiali-pubblicitari/

Ecobonus caldaie, le imprese del gas chiedono di mantenerlo

Secondo Proxigas, Assogas, Assogasliquidi-Federchimica e Utilitalia, la Direttiva Case Green non vieta incentivi per nuove caldaie a gas rinnovabili

08/11/2024 – La Direttiva EPBD, non ancora recepita dal nostro Paese, non vieterà gli incentivi alle caldaie se possono essere alimentate dagas rinnovabili, di cui l’Italia ha buone potenzialità di produzione, ma definisce soltanto obiettivi di risparmio energetico e di decarbonizzazione con riferimento al parco immobiliare.
 


LeLinee Guida emanate dalla Commissione Europeaper favorirne l’attuazione rappresentano un documento non vincolante dal punto di vista giuridico e lasciano agli Stati membri individuare le tecnologie funzionali al percorso di decarbonizzazione e di efficientamento più adatto per il proprio contesto nazionale.
 
È questa la posizione espressa dalle imprese del settore gas associate a Proxigas, Assogas, Assogasliquidi-Federchimica e Utilitalia in una nota congiunta diffusa in concomitanza con l’avvio dell’esame parlamentare della Legge di Bilancio 2025.
 
Secondo uno studio realizzato da Bip Consulting – spiegano le associazioni -, lecaldaie a condensazione, che impiegheranno quote crescenti digreen gas, rappresentano la tecnologia più economica, efficace e praticabile per decarbonizzare i consumi residenziali italiani.
 
Le ragioni di questa evidenza, secondo le imprese del settore gas, sono diverse. Prima di tutto, il parco residenziale italiano è caratterizzato da immobili costruiti per oltre il 70% prima degli anni ’80. Gli stessi sono posizionatiper il 50% nelle ultime classi energetiche, F e G, e si trovano in aree geografiche con caratteristiche climatiche fredde per il 50% dei casi. Inoltre, gli immobili che ricadono nella categoria degli edifici storici sono numerosi.

Un altro dato significativo è che il 60% degli appartamenti con riscaldamento autonomo non presenta un giardino privato, un terrazzo o uno spazio esterno. Elementi che limitano le alternative tecnologiche realmente utilizzabili per il riscaldamento.
 
Per questo lo studio stima che – dato il contesto – dei 16,6 milioni di abitazioni in classe F e G, solomeno di 6 milioni potrebbero accogliere una pompa di calore elettrica. Ma se si affina l’analisi e si considerano anche i fattori legati al reddito delle famiglie, essendo le pompe di calore elettriche molto costose, il numero si riduce a meno di 2 milioni di abitazioni.

Inoltre, confrontando oltre che i costi di istallazione anche i costi di gestione dell’impianto, lo studio dimostra come lecaldaie a condensazionesi conferminole soluzioni più economicheper il consumatore.

Per attuare concretamente un percorso di efficientamento e decarbonizzazione dei consumi residenziali nel nostro Paese è necessaria quindi una presa di consapevolezza delle peculiarità del nostro territorio e del nostro contesto sociale ed economico guardando prioritariamente all’interesse dei consumatori.

Garantire, anche per il 2025, i benefici dell’ecobonus per le caldaie– concludono i produttori del settore gas – significa permettere a tutti i cittadini italiani, anche quelli con meno disponibilità economiche, di proseguire sulla strada della decarbonizzazione e dell’efficientamento dei consumi residenziali.

Ecobonus caldaie nel ddl di Bilancio 2025

Ricordiamo che, ad oggi, il Governo sembra intenzionato a proseguire conl’ecobonus per il triennio 2025-2027, seppur riducendo le aliquote: nel ddl di Bilancio all’esame del Parlamento è infatti prorogato l’ecobonus per “la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione, anche dotati di sistemi di termoregolazione evoluti,pompe di calore ad alta efficienza, impianti geotermici a bassa entalpia,apparecchi ibridicostituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, micro-cogeneratori egeneratori di calore alimentati da biomasse”, senza escludere alcuna tecnologia dal novero di quelle che sono state incentivate fino al 2024.

Tuttavia, dai nuovi incentivi saranno esclusi gli impianti alimentati unicamente a combustibili fossili, come previsto dall’articolo 17, paragrafo 15 dellaDirettiva Case Greenche consente agli Stati di concedere incentivi finanziari solo per gli impianti ibridi o alimentati interamente da fonti rinnovabili.

La richiesta dei produttori del settore gas pare quindi finalizzata a mettere la proroga prevista dal ddl di Bilancio al riparo da modifiche che possanoescludere alcune tecnologie impiantistichedalla possibilità di essere incentivate.

FONTEEDILPORTALE.COM

https://www.edilportale.com/news/2024/11/risparmio-energetico/ecobonus-caldaie-2025-le-imprese-del-gas-chiedono-di-mantenerlo_102074_27.html?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAAR2xb07lXpUEqJTiAWKp4rY3oCWdnQCXpTQ1OslQOb3XXCYPa48omZh21Ro_aem_Ski6yFApufBpb7Kh9WWz5g